Fermati e osserva - Luca Nali

Fermati e osserva

Il pensiero comune a moltissime persone, uno degli elementi più preoccupanti e coinvolgenti di questa fase, è il non sapere quando questa situazione avrà fine.
Il pensiero costante e più diffuso, nel dettaglio, è: “Non ce la farò, non so fino a quando potrò resistere...” “Non arriveremo incolumi, sia per questioni economiche che per condizioni vitali”
Il cervello quando non ha un riferimento, quando non riesce a determinare il gap in cui si muove un fenomeno va in panico. In angoscia.
E tutte quelle che sono le nostre risorse, le riserve di tutto il nostro apparato vanno in default.
Ci sono persone, che si dicono ben informate e che vantano il possesso di documentazione comprovante, che indicano la conclusione nel 2025. A quel punto, saremo tutti vaccinati e ridotti alla condizione di esseri “per metà umani/per metà macchine”. Mezzi esseri umani, per intenderci.
In aiuto, e a supporto, arriva anche la cinematografia con film di fantascienza che hanno, solitamente, tre denominatori comuni: l'assenza di luce, l'assenza (o quasi) di esseri umani e il clima dittatoriale con la gestione affidata, principalmente, alle macchine.
Anche se non abbiamo ben chiaro come tutto ciò possa svilupparsi, continuiamo a temere che possa accadere finendo con l'incamerarne il modello che nomineremo “Futuro”. Questo “file” si riaccenderà ogni volta che andremo a parlare di futuro.
Il destino, però, non manca di senso dell'ironia (mi riferisco a coloro che hanno, realmente, quel genere di proposito) e non è assolutamente detto che quanto ci inducono a temere finisca con l'accadere.
Il tempo non si può misurare ed anche se esistono gli orologi questi misurano loro stessi, non misurano il tempo.
Quando, ad esempio, dobbiamo raggiungere un posto che non conosciamo il tempo impiegato per giungere a destinazione ci sembra sempre più lungo rispetto alla durata del viaggio di ritorno; questo accade a causa della percezione che abbiamo del tempo.
Rubo una frase a Mooji che, come saprete, è un Guru; io sono un Anti-Guru, ma quando un Guru dice qualcosa di rivoluzionario lo prendo in analisi e lo condivido affinché possa essere utile anche ad altri.
La frase è molto importante, può realmente cambiare la situazione e fare la differenza: ”Qualsiasi cosa accada, fermati e osserva”.
Non seguire tutto ciò che ti viene detto, ma fermati. Senza analisi, né giudizio.
Siamo convinti che i nostri pensieri siano analoghi a quelli delle altre persone, ma i pensieri sono accompagnati da un sottofondo ed è proprio questo aspetto che, in questo particolare periodo, rischia di essere come quello di tutti.
L'odio che prevale (ad esempio: chi indossa la mascherina contro chi ne fa a meno e viceversa), il disprezzo, il rancore e il giudizio rappresentano l'elemento di affinità che va a caratterizzare questo periodo. Ma ci sono anche pensieri soggettivi e i sottofondi si basano sulle esperienze della persona e sulla sua personale percezione.
Se, per esempio, uscissi con 10 persone e domandassi loro (nel caso di un palazzo e di un albero) cosa vedono, probabilmente tutti converranno sulla loro esistenza ma ci saranno quelli che vedranno un magnifico albero o un albero brutto, un bel palazzo o un palazzo brutto.
Se andassimo, quindi, nel dettaglio avremmo dieci differenti considerazioni.
A dimostrazione che è il nostro sottofondo musicale a caratterizzare il pensiero.
Visualizzo continuamente commenti di persone esauste ed è a loro che voglio dire di sospendere, di fermarsi e di osservare la realtà.
Se continuo a raccogliere informazioni con l'intenzione di essere consapevole di quanto accade sarò sì informato ma (allo stesso tempo) entrerò in contatto con informazioni viziose, faziose e, senza rendermene conto, ne sarò impregnato.
Se mi fermo e osservo la realtà, se osservo quanto mi accade intorno smetto di essere condizionato dalle egrogore (campi di informazione) che hanno un potere inaudito su ognuno di noi.
Tutte le caratteristiche di esternazione sono caratterizzate da questi campi di informazione che non appartengono alla fisica quantistica che si limita solo a descriverne la dinamica.
Le egrogore, infatti, esistevano anche quando la fisica quantistica ancora non le aveva isolate.
Se ho un'emozione di base del tipo “Ci prenderanno tutti” creo un'eggregora e tutto ciò che viene creato necessita di energia anche se si tratta di un pensiero.
Le egregore, pur non essendo materiali, hanno una loro caratteristica e una volta create, oltre a prendere energia, dispongono di un intelligenza tattica e strategica che consiste nell'agganciarsi alla persona che l'ha creata così da costituire un vincolo.
Creo, per esempio, l'eggregora della preoccupazione che comincia a pungolarmi; elaboro un'emozione e (così facendo) alimento l'eggregora che diventa sempre più grande mentre io mi impoverisco dell'energia che passo all'eggregora.
Più mi privo di energia, più la lascio andare, più ne perdo il dominio fino a venire fagocitato dall'eggregora. A quel punto, tutto quello che faccio, penso, e dico “Non sono io ma l'eggregora”.
Nel momento in cui sarò posseduto non avrò padronanza della gestione degli aspetti caratteriali, di espressione, di interazione e, di conseguenza, inizierò ad avere difficoltà nel gestire le mie risorse finendo in uno stato confusionale e depressivo.
La depressione nasce da una considerazione esterna, non interna, e per uscirne bisogna tornare all'interno. In caso contrario, si rischia l'esaurimento nervoso.
Chi si sente in condizioni intime precarie e percepisce cedimenti, dovrebbe lasciare andare e osservare la realtà.
Se lo facciamo con profondità svilupperemo la presenza, uno stato in cui è impossibile dare giudizi perché quando sono profondamente “presente a me stesso” non c'è spazio per il giudizio.
Non me lo impongo, semplicemente non sono in grado di giudicare.
Non giudicando, non sarò giudicato né, tanto meno, sarò condizionato da pensieri e sentimenti negativi.
Una boccata di puro ossigeno per la mente e per l'anima.
Considerate, inoltre, che per quanto concerne il cercare soluzioni difficilmente le troveremo sulla base di quanto appreso a scuola o nei film perché, in quel caso. saremmo sempre più costretti ad adeguarci al sistema che ci vuole allineati.
Avrò istruzione e, forse, beni ma non avrò fatto ciò che la mia anima desidera bensì quanto vuole la Matrix.
Ognuno ha la propria soluzione”, le soluzioni sono individuali.
Quando l'anima e la ragione sono in accordo, quando mi fermo e mi concentro sulla mia vita, sulla mia vera identità che non significa fare cose particolari, ma non essere condizionati da quanto accade intorno arrivano cose. E anche se queste non arrivano inizieranno ad arrivare nuove esperienze, nuovi contatti, nuove sensazioni. Magari nascono da un libro o da un film, da un documentario che ci permette di proiettarci in direzione della nostra soluzione.
Esistono molte false verità, ma l'unica verità di cui ho certezza è che ogni problema ha sempre una moltitudine di soluzioni, ce ne sono tantissime ed ogni individuo può adottare quella più idonea alle proprie necessità. Se siete stressati evitate di seguire quanto il Mainstream, i vicini di casa, amici e, persino, parenti dicono.
Smettiamo di credere che non ci siano soluzioni e che siamo costretti ad una resa incondizionata.
Fermiamoci un attimo prima e osserviamo.

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