Come la musica - Luca Nali

Come la musica

Sono giorni veramente molto particolari, che mi hanno messo davanti a più di un dilemma.
Con una premessa molto importante: il dilemma non è personale.
Io, problemi a livello personale (nonostante tutto quello che stanno facendo) non ne ho, ma occupandomi delle persone mi prendo un po' carico delle condizioni disagevoli che stanno attraversando e con le quali, a breve, dovremo confrontarci un po' tutti.
Nella vita, mi sono trovato davanti a molti dilemmi; quello più ostico l'ho affrontato quando, occupandomi di recupero crediti e guadagnando anche molto bene, decisi di cambiare attività.
Quello stato di sospensione, il non sapere più dove attingere informazioni; l'oblio.
Tutte le nostre considerazioni, le nostre informazioni, non bastano più perché stiamo andando verso il nuovo, lo sconosciuto.
In questi casi io mi butto nella musica, nella poesia. E perché mi butto nella poesia?
Perché si toccano corde che non vengono toccate quando siamo teorici, pratici.
È nelle situazioni dove si è maggiormente sollecitati che si vede la natura altrui; la loro, ma anche la nostra.
Avrete notato che alcuni YouTuber hanno cominciato a criticarsi tra loro, questo dipende da due fattori: il primo è la paura, il secondo è l'ego.
In ogni caso, è un questione di pochezza dell'individuo.
L'ego tutte le volte che è messo in discussione ha la percezione di star per morire, si sente impreparato e scarica quel grosso disagio sulle persone più vicine, quelle che si trovano al suo stesso livello. I giochini psicologici reiteranti cui siamo sottoposti decadono con una semplicità davvero imbarazzante, che lascia sbigottiti.
Qualche giorno fa ho fatto, per la seconda volta, esperienza con la Ayahuasca e ho cercato di fare numerose domande in merito alla situazione attuale. La Ayahuasca è una droga sciamanica che si utilizza per spostarsi in altri spazi dimensionali, questi spazi sono direttamente proporzionali alla capacità di abbandonarsi, di lasciarsi andare.
E anche se non ti abbandoni del tutto le percezioni sono, comunque, piuttosto forti.
Mi sono, però, reso conto che le domande che ponevo avevano una natura molto tecnica e quando si pone una domanda così pratica, così tecnica, si attinge (nostro malgrado) a quello che è il nostro patrimonio razionale
Non che ci sia qualcosa di male, ma quando siamo razionali non siamo in grado di poter attingere a risorse nuove perché l'apparato raziocinante ci metterà sempre in condizioni di rapportarci a informazioni che abbiamo già acquisito.
Quello che stiamo vivendo non è stato mai nemmeno immaginato, non esiste un film o un racconto di fantascienza che abbia ipotizzato una situazione del genere.
Siamo tutti impreparati perché il nostro patrimonio informativo, davanti alla situazione attuale, è completamente inutilizzabile.
E allora, cosa fare in questi casi? Un tuffo nell'ignoto. Il tuffo nell'ignoto è fiducia, anzi, fede.
Mi lascio andare, accetto tutto quello che accade e che non significa sottomettersi, ma prendere atto realmente della situazione.
Il Buddha ha detto: “A creare problemi non è il cambiamento, ma la resistenza che dimostriamo davanti al cambiamento”.
Se la situazione è nuova, la mia percezione sarà terrificante perché la mente vive con grande preoccupazione, con grande paura, tutto ciò che non conosce.
Quando cerco di inibire il cambiamento, di fermarlo, creo il problema.
Tutto ciò che di fatto è nel mondo porta, è destinato, all'equilibrio e alla coordinazione; se io mi fido della vita, lascio andare e mi abbandono, posso attendere quel genere di condizione che mi consentirà di sistemare le cose.
Sapete che mi lascio ispirare da alcuni guru, non li scelgo come maestri di vita, ma ne seguo più d'uno e se trovo che un loro messaggio sia particolarmente significativo lo adotto, lo faccio mio.
Mooji, che mi è particolarmente simpatico e che stimo moltissimo, è un di loro.
Mooji dice: “Qualsiasi cosa accada, fermati e osserva la situazione. Osserva, non interagire e dopo un po' vedrai che tutto va a ridimensionarsi.
Dopo essermi fatto invadere, per qualche momento, da un senso di sgomento (in realtà più di rabbia che non era riferita a quanto stanno facendo, mi aspetto anche di peggio, ma per come la maggior parte delle persone sta reagendo credendo a tutto ciò che viene loro detto) ho compreso.
Ho ascoltato musiche meravigliose, il “Miserere” di Mozart a loop.
A un certo punto, mi sono acquietato e ho ritrovato la centratura e con essa tutte le mie risorse.
È da lì che si parte...
Questa mattina, venendo in Studio ho cominciato a sentire dolore ad un ginocchio e mi sono ricordato di un principio che adotto e che consiglio anche a tutti voi.
Il sistema consiste nell'evitare di concentrarsi sulla parte dolorante trasferendo tutta l'attenzione sulla parte sana. Nel mio caso, mi sono spostato mentalmente sull'altro ginocchio e, dopo pochissimi passi, il dolore è sparito completamente.
Considerate che quando il ginocchio in questione “si risveglia” non si tratta di un dolorino passeggero ma di vero dolore che persiste anche per parecchi giorni...
Se ci concentriamo su quanto di bello esiste nella vita, troviamo ispirazione.
Anche in merito a domande rilevanti come: “Cosa devo fare, ora, in questa vita?”
In questi giorni ero un po' bloccato, ci sono persone che sono in grosse difficoltà per quanto accade; e come fai a dire ad un barista, a un ristoratore, trova la centratura se si trova a dover affrontare serie ristrettezze e magari ha difficoltà a provvedere a sé stesso e alla sua famiglia?
Il colpo che è stato loro inferto è mortale, non è il plexigas che poteva creare qualche disagio questa è una vera mazzata.
Ciò nonostante trovo che la persona, se rimette in discussione il suo approccio (quello già consolidato) e ne inventa uno nuovo, potrebbe sempre trovare la soluzione.
Ovviamente, si tratta di un rimedio di emergenza.
Siamo in guerra e si tratta di un nemico molto pericoloso che cerca di abbatterci mentre noi cerchiamo di farcela.
Concentrarsi sulle cose positive ha funzionato per il ginocchio e per il mio stato d'animo; ma funziona anche per i progetti.
Un progetto che, al momento, è ancora in fase embrionale sta prendendo forma e coinvolgerà anche altre persone alle quali potrò garantire un reddito.
Come sapete, riconosco un compenso a tutte le persone che collaborano con me e nemmeno così esiguo.
In un processo dinamico c'è sempre una soluzione, ci sono sempre tante soluzioni.
Posizionarsi, fermarsi, nel punto più centrale di noi stessi e mettersi ad osservare quanto sta accadendo...
Al contrario, se ci concentriamo sul problema non troveremo mai la soluzione, concentriamoci sul fatto di “far prender aria” alla nostra mente, alla nostra anima. Solo così possono arrivare soluzioni.
Non scrivetemi messaggi, con la descrizione dei vostri drammi, nei quali sottolineate che per voi è impossibile trovare la soluzione perché non esiste una condizione che non abbia una sua soluzione.
Esistono condizioni che, di fatto, possono trovarvi impreparati nella loro gestione, ma se pensate così state solo alimentando la vostra parte schiava, quella che si auto compiange.
Ricorderete mi sono fatto carico di diverse azioni allo scopo di aiutare le persone e, naturalmente, senza chiedere nulla in cambio.
E sapete qual è il dominatore comune di queste persone, di coloro che mi hanno chiesto aiuto? La profonda ingratitudine.
Non che mi aspettassi qualcosa da loro, ma si impara a distinguere la natura della persona.
Ci sono casi di persone con l'acqua alla gola che morirebbero di fame piuttosto che coinvolgermi nei loro drammi, situazioni in cui ho dovuto “spingere” per riuscire a dar loro una mano.
Altri, invece, sono subito pronti a descrivere la situazione molto drammaticamente, ma nel momento in cui gliela risolvi, spariscono. Nemmeno “un grazie”. Chiuso, fine.
Hanno morso quello di cui avevano bisogno...
Se pensate che la vostra situazione sia incurabile e siete proiettati solo verso aiuti esterni sappiate che siete persone che non possono essere aiutate perché, al momento, si può dare un contributo che lenisce ma quel genere di atteggiamento non lo si può cambiare.
Io, probabilmente, continuerò ad aiutare le persone senza aspettarmi nulla.
Mentre le persone che hanno quella caratteristica e, cioè, prendere il più possibile per poi spostarsi altrove, continueranno a muoversi in direzione di uno spazio fatto di ingratitudine e d'irriconoscenza.

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