E' indispensabile stare su un altro livello-Luca Nali

Quando siamo coinvolti in una considerazione estremamente materiale, non osserviamo tutto quello che è il sottile; i presupposti, cioè, che hanno fatto sì che quella condizione si venisse a creare.
Viviamo un epoca essenzialmente materialistica che ci spinge a non riflettere, a non prendere in considerazione né, tanto meno, a ricercare quelle che sono le cause che possono ricondurci alla situazione attuale.
Il mondo nel quale viviamo ha, come peculiarità, elementi massivi; che riguardano, cioè, tutti noi.
Per quanto riguarda noi, siamo nella struttura che potremmo definire “struttura Italia”.
All'interno di questa struttura, che è lo Stato Italia, esistono differenti livelli di vita; non tutte le persone, infatti, vivono la medesima esperienza.
Ognuno vive le esperienze più disparate: positive, negative, funzionali o disfunzionali alla propria esistenza.
L'origine in merito a questo è del tutto determinata da quello che la persona pensa, o ha pensato qualche momento prima e che ha fatto sì che quell'evento si verificasse.
Dal punto di vista della gestione della realtà (Transurfing), che è la materia di cui mi occupo, è veramente così che accade.
Non è magia, né religione ma fisica quantistica.
Ci sono, però, altri elementi che potrebbero essere riconducibili ad una memoria atavica e dovremmo, allora, considerare la tesi della reincarnazione o, se preferite, del karma. Elementi che, tuttavia, preferisco non prendere in analisi perché non hanno una ricongiungimento pratico, o coerente, in quanto mancano di una continuità logica.
Non amo mettere a disposizione delle persone, quelle più assoggettabili, principi cui dovranno sottostare con un atto di fede., Questo comporterebbe l'attivazione della parte schiava, quella parte passiva che, con abnegazione, semplicemente finirebbe con l'ubbidire.
Abbiamo la possibilità di interagire sulla base della nostra condizione emotiva, e questo non significa che sia un bene o un male.
Il bene, il male, il bello, il brutto sono distinzioni che ci hanno insegnato e, spesso, il concetto di bene è funzionale al potere mentre, e al contrario, quello di male s'intende disfunzionale.
Il bene e il male sono punto di vista, considerazioni personali e vi porto un esempio che uso spesso: “Bill Gates, per i suoi figli, è il bene mentre per altri...”
Bene e male non esistono, è sempre una considerazione personale.
Se desiderando, ad esempio, più abbondanza l'ottengo potrò definire quell'esperienza un bene.
Sarò, cioè, collegato ad un campo esperienziale, sia in termini di valutazione che di esperienza, e a circostanze che sono, semplicemente, simili alla mia condizione.
Quando, in studio, tratto una persona che desidera maggiore abbondanza, come prima cosa, gli spiego che il primo riscontro avverrà in ambito relazionale. Molto probabilmente si creeranno relazioni con persone maggiormente avvezze all'abbondanza mentre alcune relazioni, magari non completamente definite, potranno svanire proprio per lasciare spazio a quelle che si riveleranno funzionali al progetto.
Quando cambio il mio stato vibrazionale entro in contatto con un campo esperienziale esattamente coerente con quanto sono, penso e faccio.
Al contrario, quando mi connetto ad una struttura di questo genere (Stato Italia) è fondamentale che io non inneschi, dentro di me, una guerra.
Soffriamo, per il 90% dei casi, per situazioni che non si verificheranno mai; è il nostro presupposto, il timore che proviamo che crea situazioni che vanno a posizionarsi in un habitat che non ha riferimenti.
Se penso che possa accadere la tal cosa, proietto quel pensiero che, in seguito, si trasformerà in un contesto.
Ma questo contesto non alberga in una situazione che ha riferimenti che posso, in virtù di una esigenza razionale, definire o posizionare. È qualcosa che si trova in una condizione del tutto labile.
Se vado ad analizzare, a contestualizzare, quella proiezione e la inserisco in uno scenario pratico e se, in termini coerenti e razionali, ne analizzo la concreta fattibilità quell'eventualità perde potere riducendo, di conseguenza, la condizione di paura.
Questo non significa che quanto sta accadendo sia frutto della nostra immaginazione; è, però, evidente che all'interno di questa condizione ci siano persone più sollecitate rispetto ad altre che lo sono meno.
Com'è possibile, allora, restare lucidi in uno spazio delle varianti come quello attuale e con le restrizioni, le limitazioni, tuttora in essere?
Escludendo il campo occupato principalmente da persone (“gli ominidi palmati”) che, passivamente (anzi, di buon grado) si assoggettano a quanto viene loro imposto.
Ignorando, semplicemente, quanto si profila dinanzi a noi e orientandosi emotivamente in direzione di quanto vogliamo realizzare.
Dobbiamo, principalmente, comprendere che questa condizione (più che la libertà contingente) ci ha rubato l'ipotesi di futuro, la speranza, i propositi che vorremmo attuare nel futuro.
Ci ha rubato il futuro, la fantasia.
Dovremmo, quindi, incrementare e rimettere in campo i nostri propositi futuri senza pensare di poterne, un giorno rimanere delusi.
Quando una persona non è avvezza a credere di poter realizzare quanto desidera entra in contatto con un messaggio che gli è stato instillato in tenera età.
Il bambino, nei primi anni di vita, è convinto di essere il centro del mondo e di poter ottenere, per questo, tutto quanto desidera.
Ora, provate ad immaginare un bambino che desidera il gelato e vede rifiutare la sua richiesta perché: “sei stato cattivo, disubbidiente, maleducato, etc. etc.”.
Quella grossa aspettativa “di bambino che crede che tutto gli sia dovuto” impatta con l'autorità che rifiutando la sua richiesta non lo fa sentire meritevole.
Ed è qui che si crea il problema che la persona si trascinerà per anni...
Quando iniziamo ad usare le tecniche di gestione della realtà (Transurfing) e iniziamo a fare propositi per il futuro, impattiamo subito in questa tipologia di pensiero: “E se quanto desidero non si realizzasse?” “E se non fossi, realmente, in grado di realizzarlo?” “Tornerò alle condizioni di bambino deluso e triste?”
Non è un processo mentale razionale; è l'impatto emotivo, la condizione emozionale ad essere la medesima.
Dobbiamo andare oltre e tornare a riprenderci il nostro futuro.
A questo proposito, vi invito a visitare il mio canale YouTube dove troverete tantissimi esercizi inerenti a questa problematica.
Se manteniamo l'attenzione su quanto ci viene propinato dai media (che usano le tecniche più svariate per mantenerci in questa condizione di paura), o se ci soffermiamo sugli ominidi palmati che, con sguardo di rimprovero ci osservano mentre passeggiamo con leggerezza per la città, saremo immediatamente coinvolti in quello spazio delle varianti.
Se è vero che stiamo vivendo una condizione di disagio che vede minate tutte le nostre libertà di movimento e di espressione è altrettanto vero che anche l'ominide palmato vive uno stato di ansia, di paura e vede con odio, disprezzo e preoccupazione tutte le persone che, al contrario, continuano a sentirsi libere.
Quindi, seppur con le dovute differenze, lo stato di ansietà è (per entrambe le categorie) il medesimo.
Se vogliamo uscire da quello stato, dobbiamo pensarci e sentirci proiettati verso quanto vogliamo realizzare in modo che possa innescarsi l'aggancio allo spazio delle varianti; a quello spazio dove esiste la possibilità di vivere in libertà senza subire le ingerenze dell'autorità.

Uno spazio di realizzazione anche per quanto concerne l'abbondanza.
Vi garantisco che è possibile; è la storia della mia vita.
Molte persone, attualmente, nonostante vivano una condizione di disagio economico, continuano a pensare che, superato questo periodo di difficoltà, le cose possano tornare alla normalità.
Resistono, in attesa di tornare alla condizione di vita precedente.
È evidente che la condizione in cui ci troviamo sia destinata a finire (anche se non so con quale modalità); quello che, però, non è certo è se finirà prima che l'autonomia economica di quelle persone si esaurisca.
Questa è una fase epocale che rivela chiaramente la verità intrinseca delle cose; e cosa vogliamo fare?
Combattere quanti sono ostili alla verità o attuare un cambiamento in merito alla nostra esistenza?
È importante cambiare la percezione della nostra esistenza così che, quando tutto questo sarà finito, avremo avuto modo di cambiare il modo di concepire la nostra vita.
Siamo qui per evolverci, per esprimerci alla massima potenza così da essere, poi, idonei al passaggio successivo.
Se il corpo è transitorio mentre l'anima è eterna e tutte le esperienze che accumuliamo, in termini conoscitivi, incidono sull'anima.
Questo genere di informazioni creano il presupposto per arricchire il nostro carisma, il nostro prestigio, la nostra energia e ci autorizzano a vivere la vita in condizioni che saranno simili a quanto siamo riusciti ad inserire nel nostro contenuto energetico che, per brevità, definisco anima.
Restiamo, perciò, concentrati sul nostro mondo e vedremo accadere “piccoli” miracoli.
Ci sono persone che, nonostante le attuali ristrettezze economiche, sono riuscite a fare grandissimi affari e a guadagnare grosse somme di denaro; è importante comprendere che i soldi non mancano, semplicemente sono veicolati in modo differente. È necessario modificare l'approccio.
L'universo è dinamico, pensare di rimanere i medesimi riuscendo a gestire, al contempo, la nuova condizione è pura illusione.
Il mondo cambia continuamente ed è necessario adeguarsi perché quando un sistema entra in contatto con cellule che non sono coerenti col cambiamento energetico in atto, è il sistema stesso ad espellerle.
In termini pratici: siamo in uno spazio delle varianti perfettamente coerente con il nostro modo di pensarlo, sentirlo, ipotizzarlo e percepirlo. Ed è questo spazio delle varianti a metterci in contatto con determinate esperienze.
Queste esperienze sono esclusive, prettamente legate alla vita del singolo.
Cambiando la nostra indole, smettendo di rispondere, di rilasciare feed back in merito alle sollecitazioni ambientali e concentrandoci altrimenti, saremo in grado di cambiare il nostro mondo.
Cambieremo il modo di vestire, di parlare, di arredare la nostra casa, di proporci.
Elementi che, sostanzialmente, determineranno il cambiamento energetico della nostra persona.
E allora sì che accadranno miracoli.
La gestione della realtà non avviene per magia ma perché noi, che siamo continuamente in comunicazione con il nostro mondo fenomenico, diamo costantemente l'impulso affinché il fenomenico, e il materiale, si riversino su di noi in termini pratici. Funzionali, cioè, alle nostre esigenze.
Quando cambia il nostro segnale di partenza, cambia anche la risposta; senza pensare, necessariamente, che saremo soggetti ad un castigo, ad una punizione.
È una legge, è importante conoscerla e adeguarsi.
Se non siamo bravi a gestire la realtà, ci viene in aiuto la reiterazione; il ripetere, quindi, il più possibile questo genere di condizione.
Manteniamo la presenza, orientiamo il nostro sguardo mentale in direzione di quanto vogliamo realizzare e vedremo accadere miracoli.

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