La dinamica del cambiamento_Luca Nali

La dinamica del cambiamento

E se esistesse un sistema per sapere quanto manca alla soluzione di un nostro problema?

Non credo di sbagliarmi se affermo che le persone, solitamente, non soffrono tanto per il problema in sè, ma per il fatto di non sapere quanto durerà ancora.

Immaginiamo una persona che riceva la tipica busta verde (per intenderci, quelle che invia Equitalia) e che la cifra indicata, e richiesta, sia di centomila euro. La sua reazione potrebbe risultare, perlomeno, scomposta...

Cosa accade, dunque, in quel preciso momento? La persona colpita dalla tremenda notizia si sentirà derubata del suo futuro. 

Istantaneamente, non esisterà più il momento presente; lo stato di coscienza si sposta in un divenire nefasto che, però e nei fatti, ancora non esiste.

L'anima vive, interagisce ed esiste solo in connessione con il momento presente.

Immaginiamo ancora che al malcapitato, accada una cosa incredibile: che, unitamente alla busta di Equitalia, gliene venga recapitata un seconda. Si tratta di una lettera inviata da un notaio della lontana New York.

Il poveretto, oramai pronto a tutto, provvede ad aprire anche la seconda busta.

E accade una cosa importante: il notaio newyorkese gli comunica il decesso, avvenuto pochi giorni prima, di un lontano parente e il relativo, più  che consistente, lascito esclusivo.

Infatti, il lontano parente, muore senza figli né parenti prossimi e il "poveretto" si ritrova, nel giro di pochi minuti, ad essere l'unico erede di un patrimonio valutato un milione di euro. Avete letto bene, un milione di euro!!

La disperazione abbandona istantaneamente il cuore del debitore che ritrova, in via immediata, l’entusiasmo e l’euforia.

Da questa storia immaginaria emergono particolari interessanti:

Il primo: l’ingente debito verso la tristemente famosa agenzia non è affatto sparito;
il secondo: l’eredità appena ricevuta ha cambiato totalmente lo scenario;
il terzo: sia la cartella da pagare che l'eredità sono ancora in "uno spazio ipotetico".

In sostanza, il nostro personaggio non è stato ancora costretto a pagare un centesimo e, soprattutto, non ha ancora ricevuto nulla di tangibile dal lontano parente.

Tutto è avvenuto nella sua mente e a renderlo partecipe sono state solo le sue emozioni.

E' il suo entusiasmo ad averlo proiettato in un campo di circostanze favorevoli alla sua vita; nella realtà, però, non è ancora accaduto nulla.

Noi non soffriamo per il fardello, ma per la preoccupazione che deriva dal non sapere quando quella difficoltà avrà fine.

Nella vita, sia i momenti belli che quelli meno favorevoli hanno una fine; spesso lo dimentichiamo.

La dinamica del cambiamento

Quando mi prendo cura delle persone, affinché possano intraprendere il cambiamento con maggior agio, mi muovo al fine di liberarli da memorie (e fardelli) energetici superflui.

Da parte mia, è doveroso avvertirli in merito a quanto accadrà nell’immediato futuro così da avere il polso della situazione ed evitare che possano cadere in stati ansiogeni che andrebbero, poi, a caratterizzare la loro aspettativa con le medesime tinte.

Quando si altera uno stato energetico si assiste sempre ad un rigetto contestuale.

Per esempio, se vado in palestra e alleno il mio corpo, successivamente avrò dei postumi sul piano fisico. Ciononostante, non esiste sportivo che se ne preoccupi. E', infatti, noto che "i dolorini " post attività fisica sono solo segnali di un lavoro ben fatto e, soprattutto, del cambiamento in corso.

Il medesimo principio può essere applicato a tutte le circostanze della propria vita.

Se decido di cambiare una mia situazione, per esempio economica, dovrò confrontarmi con le cause che l’hanno originata.

Quindi, nel preciso istante in cui farò qualcosa per migliorare la mia situazione questa vergerà verso un sensibile peggioramento.

Cos’è importante fare, allora, a questo punto?

Devo realizzare che, in realtà, sto alterando la mia condizione energetica e che, a garanzia del processo evolutivo in corso, è evidente che la mia vita fenomenica ha reagito con una contrazione. Ergo, ho colpito nel segno!

L’energia va dove si concentra l’attenzione per cui se è vero che la vita è il frutto di una condotta passata, sulla base di quello che attualmente sto facendo, potrò aspettarmi eventi che accadranno nel pieno rispetto di un principio di coerenza.

Se mi soffermo sulla mia preoccupazione, avrò senz'altro qualcosa di cui preoccuparmi; ma se sposto il mio focus verso ciò che voglio (e non verso ciò che temo) la mia vita inizierà a prendere la piega desiderata.

Talvolta, non è così semplice svincolarsi da certe preoccupazioni e, per questo motivo, alla fine dei miei trattamenti suggerisco alcuni esercizi.

E' importante che lo scenario psico-emotivo sia sempre positivo.

Esultare e compiacersi per ogni cosa (pur negativa che sia) ci permette di accelerare vertiginosamente il processo di risoluzione.

Vediamo nel dettaglio gli esercizi.

Esercizi 

Quando si gestisce la realtà dobbiamo renderci conto che esiste un personaggio che cercherà di metterci i bastoni tra le ruote. Questo individuo che, presumibilmente conosciamo bene, alberga dentro di noi e si nutre prevalentemente di paura e razionalità.

Questo sarà il primo personaggio che entrerà in gioco nel momento in cui è in atto un cambiamento; si opporrà, inoltre, ad ogni tipo di alterazione in quanto la percepirà come sconosciuta.

E’ stupefacente pensare che, pur vivendo una condizione indesiderata, spesso non pensiamo di cambiarla.

Solitamente, si tratta di una situazione a noi nota e con la quale ci siamo, in altre occasioni, già identificati e, conseguentemente, "ambientati".

La presa di coscienza è il primo passo, ci permette di comprendere che il futuro avrà le medesime sfumature delle sensazioni che serbiamo nel cuore da quel momento in poi.

Il primo esercizio è quello di rilassare il corpo almeno un’ora al giorno.
La nostra reminiscenza è spesso carica di sensazioni nefaste sottoposte ad autoalimentazione continua.

L’habitat naturale di queste energie è la nostra tensione sia corporea che sottile.

Dovremmo, invece, rilassare il corpo e/o praticare regolarmente alcune discipline quali, ad esempio, lo yoga.

Il secondo esercizio è quello di costruire un tappeto emozionale in maniera tale da risuonare alla medesima frequenza di quanto desideriamo realizzare.

In questo caso, suggerisco l’ormai famoso “Grazie” di Fabio Marchesi da ripetere mantenendo un sorriso solare accompagnato da emozioni riconducibile alla gratitudine e alla gioia. 

Il terzo esercizio riguarda la possibilità di preparare la nostra parte razionale al cambiamento desiderato.

A questo scopo, propongo "l’esercizio del quaderno" di Vadim Zeland (Ideatore e fondatore del Transurfing).

Sul quaderno, scriveremo una descrizione della nostra giornata tipo (proprio come se fosse già accaduta) soffermandoci sui particolari più salienti. In questo modo, susciteremo in noi gli effetti di un'emozione positiva.

Il quarto ed ultimo esercizio è “l'esercizio del bicchiere” e si riferisce all’aspetto vibrazionale.

Se voglio cambiare qualcosa è necessario che io "diventi della medesima sostanza della cosa che voglio realizzare".

Ora che abbiamo tutti gli elementi necessari per fare il nostro cambiamento, possiamo lasciare andare la nostra vecchia vita; quella che, ora, non ci piace più.

Naturalmente, praticare gli esercizi con costanza garantisce il consolidamento di quanto desideriamo; in caso contrario, vedremmo diminuire la loro efficacia.

Tutte le situazioni passate, per quanto impegnative, appartengono al passato; quindi, non importa cosa stiamo vivendo in questo momento.

Di qualunque cosa si tratti, anche questa passerà.

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